24 CFU e FIT: ADI Salerno risponde!

Nelle ultime settimane i soci di ADI Salerno ci hanno posto domande circa il percorso 24 CFU e il FIT. I membri del gruppo di lavoro “24 CFU e FIT” composto dai soci Chiara Sacco e Vincenzo La Rocca e coordinata da Francesco Pascale, vice-Coordinatore di ADI Salerno, hanno incontrato il prof. Vincenzo Auletta, delegato del Rettore per la Didattica e per i servizi informativi di supporto alla didattica, il quale ha risposto alle domande dei soci e ha aggiunto alcune importanti informazioni a quelle disponibili sui canali istituzionali. Altre preziose informazioni sono state fornite da Umberto D’Avino, rappresentante degli studenti in CDA, e Stefano Salvatelli, rappresentante degli studenti in Senato Accademico.

Innanzitutto, i dottorandi iscritti al XXX ciclo presso l’Università degli Studi di Salerno che, all’atto della presentazione di iscrizione al percorso 24 CFU, non avevano ancora discusso la tesi di dottorato possono partecipare gratuitamente. Un’ottima notizia, quindi, per i nostri colleghi qui a Salerno.

Gli aspiranti partecipanti al percorso 24 CFU che risultano iscritti presso un’altra università possono partecipare al percorso organizzato dall’Università degli Studi di Salerno a patto che gli uffici predisposti all’iter 24 CFU di entrambe le università diano il nullaosta al singolo aspirante.

Eventuali CFU mancati per poter ottenere l’accesso ad una classe di concorso – che deve in ogni caso ricadere nelle possibilità della propria laurea – possono essere colmati, fino ad un massimo di 12, sfruttando i CFU dell’ambito D del percorso 24 CFU.

Per quanto riguarda il percorso FIT risulta, al momento, difficile avere risposte a domande molto specifiche poiché non sono ancora stati disposti i regolamenti attuativi del D.Lgs 59 del 13 aprile 2017 che istituiva, appunto, il percorso FIT.

Ad esempio non è noto se coloro i quali sono attualmente impiegati come assegnisti di ricerca o ricercatori, oppure hanno un dottorato di ricerca in corso, possano partecipare o meno al percorso FIT. L’unica certezza è che il FIT è considerato un impegno full-time che andrebbe quindi a scontrarsi con altri impieghi. Qualora, nella finali disposizioni, il dottorato di ricerca fosse compatibile con il FIT, il dottorando dovrà comunque avere l’approvazione dal Collegio di Dottorato.

Analogamente non è dato sapere, o meglio l’attuale regolamentazione non lo prevede, se sia possibile sospendere temporaneamente il percorso FIT qualora si avesse un impegno in un altro lavoro (es. post-doc, azienda, ecc.) ne tanto meno a quanto ammonterebbe la retribuzione per chi sostiene il FIT come prevista dal D.Lgs 59 del 13 aprile 2017.

Un’unica certezza sul FIT riguarda la scelta dei corsi nell’ambito D. Stando alle indicazioni rilasciate ad oggi dal Ministero, le classi (ambito D e specialistiche) non possono essere cambiate in corso d’opera una volta scelte.

FONTI:

https://www.unina.it/documents/11958/14779444/DLGS_59_13-apr-2017.pdf

http://www.miur.gov.it/documents/20182/611956/DM+del+10.8.2017+n.+616.pdf/f1f3c9e5-c4f5-453b-8695-bd854c1f8b6d?version=1.0

https://www.miuristruzione.it/2330-fit-concorso-scuola-2018-che-cose-e-come-funziona/

http://www.flcgil.it/scuola/precari/come-funziona-il-concorso-riservato-per-i-docenti-della-secondaria-con-3-anni-di-insegnamento.flc

https://dottorato.it/content/phd-not-fit-fit-il-miur-e-laccesso-allinsegnamento-i-dottori-di-ricerca

http://web.unisa.it/uploads/rescue/288/2263/AVVISO-ISCRIZIONI-24-CFU—UNISA.pdf