Elezioni CNSU 14-15 Maggio – ADI Salerno sostiene Giuseppe Naglieri

Alle elezioni del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari (CNSU) del 14 e 15 maggio l’ADI – Associazione dottorandi e dottori di ricerca in Italia sostiene la candidatura a Rappresentante nazionale dei dottorandi di Giuseppe Naglieri, dottorando presso l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro e presso la Universidad de Málaga.

Il nostro programma si sviluppa intorno al riconoscimento della figura del dottorando come vero e proprio “ricercatore in formazione”, così come definito dalla Carta europea dei ricercatori, approvata ormai 15 anni fa e purtroppo ben lontana dal trovare effettiva applicazione. Intendiamo, dunque, proteggere e valorizzare la natura ibrida del dottorato, trasformandone lo status giuridico, inquadrato in un contratto a causa mista modellato sul contratto di alto apprendistato, già diffuso in alcuni dei nostri corsi di dottorato (cfr. Per la riforma del dottorato in Italia, parte II, pp. 7-9). A partire da questa proposta e da questo principio generale derivano molte delle nostre principali rivendicazioni: il rifinanziamento complessivo del dottorato finalizzato innanzitutto alla copertura dei posti di dottorato senza borsa, l’eliminazione delle tasse di iscrizione al dottorato, l’aumento della retribuzione per consentire l’aggancio della borsa al minimale contributivo INPS, l’estensione delle tutele previdenziali e di welfare già garantite ai lavoratori e via dicendo.

La visione dell’ADI contempla anche il ruolo del dottore di ricerca nella società una volta conseguito il titolo. Per quanto riguarda il mondo accademico, è soprattutto dalla c.d. Legge Gelmini del 2010 che il postdoc è diventato un percorso a ostacoli sempre più precario. Negli ultimi dieci anni il numero di precari nell’Università pubblica ha superato il numero di ricercatori e professori strutturati. Si tratta di una situazione inaccettabile che lede i diritti di chi ha lavorato senza garanzie per molti anni, di chi si appresta ad entrare nel mondo dell’accademia, danneggiando così l’Università pubblica tutta e l’intero Paese. Per questo chiediamo maggiori finanziamenti, una riforma del pre-ruolo che riduca il numero di anni di precariato e le tipologie contrattuali ammissibili e due piani di reclutamento: uno straordinario, volto a ripristinare il personale perso in dieci anni di blocco del turn over, e uno ordinario, ciclico e ordinato, che garantisca il progressivo aumento del personale.

Per quanto concerne il percorso del dottore di ricerca al di fuori dell’accademia, duole constatare che il settore pubblico ed il settore privato non riconoscono ancora il valore di chi ha svolto un percorso dottorale. Per questa ragione, le nostre proposte includono anche misure volte a mettere l’intero sistema Paese nelle condizioni di usufruire di risorse strategiche, come i dottori di ricerca, per l’innovazione e lo sviluppo del tessuto socio-economico nazionale.

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